Giuseppe Chinè, procuratore federale della FIGC, ha rilasciato una nota ufficiale per chiarire la sua posizione riguardo alle recenti accuse mosse nei confronti di Gianluca Rocchi, designatore arbitrale. Chinè ha fermamente respinto quelle che definisce "ricostruzioni non veritiere e fantasiose", affermando che l'indagine sportiva avviata lo scorso anno a seguito di un esposto di Domenico Rocca, assistente arbitrale, è stata archiviata.
L'indagine sportiva, come dettagliato da Chinè, era incentrata su un presunto intervento esterno di Rocchi nella sala VAR durante la partita Udinese-Parma. L'esposto, ricevuto il 21 maggio 2025, ha portato all'apertura di un'indagine con audizioni di tutti i soggetti coinvolti. Tuttavia, all'esito delle istruttorie e delle testimonianze, "non sono emerse condotte di rilievo disciplinare sportivo a carico di alcun tesserato AIA".
Interventi su Nuovi Sviluppi Penali
Per quanto concerne eventuali nuovi fatti di possibile rilievo disciplinare sportivo emersi dall'indagine della Procura della Repubblica di Milano, Chinè conferma il contatto con gli organi inquirenti. Ha formalmente richiesto gli atti dell'indagine penale, ove ostensibili, per avviare o eventualmente riaprire l'indagine sportiva qualora emergessero prove nuove e decisive. Questa mossa si allinea alla prassi consolidata dell'ufficio, applicata anche in passato in relazione a processi penali con potenziale interesse disciplinare sportivo.
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Dettagli Preliminari dell'Indagine Penale
L'inchiesta milanese, secondo quanto emerso, si concentra sull'ipotesi di 'partecipazione a frode sportiva'. Le accuse, che si vocifera possano richiamare la gravità di episodi come 'Calciopoli', riguarderebbero presunte pressioni esercitate da Rocchi su assistenti e VAR per influenzare decisioni arbitrali. Si parla in particolare di un episodio specifico durante Udinese-Parma, dove un calcio di rigore inizialmente non fischiato sarebbe stato poi assegnato dopo una presunta interazione di Rocchi con la sala VAR. Altre accuse menzionano presunte manipolazioni nelle nomine arbitrali per partite chiave, come quelle che coinvolgono l'Inter.
Reazioni Istituzionali e Personali
Il Ministro per lo Sport, Andrea Abodi, ha espresso forte disappunto, dichiarando che "non ci saranno conseguenze" evitabili e chiedendo chiarimenti al CONI. L'ombra di un possibile commissariamento dell'AIA è tornata a farsi sentire, con la prospettiva di ricorsi legali in caso di provvedimenti. Gianluca Rocchi, nel frattempo, ha scelto di sospendersi autonomamente dal suo ruolo di designatore arbitrale, dichiarandosi fiducioso nella sua estraneità e nella giustizia. Rocchi, inoltre, si è detto certo di "uscirne illeso e più forte di prima". L'avvio dell'indagine penale sarebbe legato a un esposto depositato da Domenico Rocca nell'estate del 2025.
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Contesto e Sviluppi:
21 Maggio 2025: Ricevimento dell'esposto da parte di Domenico Rocca alla Procura Federale FIGC.
Archiviazione Sportiva: La Procura FIGC archivia l'indagine sportiva basata sull'esposto di Rocca, non trovando violazioni disciplinari.
Indagine Penale di Milano: La Procura di Milano apre un fascicolo per frode sportiva, con Gianluca Rocchi tra gli indagati. Le accuse riguardano presunte pressioni sulla sala VAR e manipolazioni nelle nomine arbitrali.
25 Aprile 2026: Emergere delle notizie sull'indagine penale, con accuse che includono presunte influenze su decisioni arbitrali e nomine a favore di squadre specifiche.
26 Aprile 2026: Il Procuratore Federale Giuseppe Chinè interviene pubblicamente per smentire "notizie non veritiere" e chiarire la posizione della FIGC. Contesta le ricostruzioni giornalistiche definendole "fantasiose".
Reazioni Ministeriali: Andrea Abodi, Ministro dello Sport, chiede trasparenza e paventa conseguenze.
Sospensione Volontaria: Gianluca Rocchi si autosospende dal suo ruolo.
Richiesta Atti Penali: La Procura FIGC richiede formalmente gli atti dell'indagine penale milanese per valutare un'eventuale riapertura del caso sportivo.